Storia di ordinaria follia che partorì un EcoMostro nel Golfo di Napoli


Trascrizione dell’intervento di Domenico Barba di domenica 7 Marzo 2010

“Oggi a Torre del Greco si vuole realizzare un depuratore di rifiuti liquidi industriali pericolosi. Una storia che va avanti da 5 anni.

E’ un progetto presentata da una società per azione Wisco S.p.A. partecipata sia dall’ ENEL e FS S.p.A. E’ un progetto già presentato in città come Bologna, Vicenza, Venezia, Porto Marghera dove i consigli comunali l’hanno rigettato.

La storia incomincia nel 2005 quando la Wisco presenta il progetto anche a Torre del Greco e il comune autorizza l’esecuzione.

Si trattava di adeguare un modesto depuratore esistente nella zona Leopardi, a viale europa, dove ci sono le ferrovia dello stato e viene effettuata la manutenzione delle carrozze ferroviarie. Si trattava di adeguare questo modesto depuratore per trattare i rifiuti tossici di tutta Italia per poi versarli, dopo un trattamento, in mare, nel bel mezzo del Golfo di Napoli.

Le sostanze che dovrebbero essere trattate, sostanze iscritte in una tabella internazionale codificata, chiamata CER sono: rifiuti prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima, liquidi di concia contenente cromo, fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose, rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro, oli dispersi, rifiuti liquidi acquosi contenenti dal recupero in loco dell’argento, soluzioni acquose di lavaggio contenente sostanze pericolose ed ancora tante altre.

Si potrebbe facilmente obbiettare che seguendo la normativa in mare verrebbero versate soltanto delle acque depurate, ma ci sono degli studi scientifici pubblicati da professori universitari che dimostrano che pur rispettando la normativa, nel mare sono versate sostanze che alterano la flora marina, la qualità dell’aria per quanto riguarda gli odori, le esalazioni.

Ricordiamo che il depuratore viene costruito in zona Leopardi,in un centro abitato.
Nel progetto presentato dalla WISCO nel 2005 si evince che la zona citata, la contrada Leopardi è priva di abitazioni ed indica come nuclei abitativi più significativi, quelli su via nazionale oltre un chilometro. Sappiamo benissimo che così non è , visto che quella zona è densamente abitata, pur da abitazioni di tipo agricolo. Questa è una delle falsità più evidenti che si evince nella richiesta di autorizzazione della WISCO.

Inoltre si evince dal progetto che la zona è facilmente raggiungibile grazie ai 2 caselli autostradali, grazie alla bassa presenza di traffico cittadino, ma basta andare tutti i giorni a Leopardi per verificare la vera presenza di traffico cittadino. Questi rifiuti tossici potrebbero arrivare, oltre che dall’aria nocerino-sarnese, anche da tutta l’Italia e quotidianamente arriverebbero camion che trasportano questi liquami.

Tra le tante violazioni di tipo amministrativo e burocratico che si evincono in questo progetto, si viola anche il piano regolatore generale del comune che è stato modificato ad hoc, praticamente per autorizzare questo progetto, grazie alla Conferenza dei Servizi, dove si incontrano Regione, Provincia, Comuni e lo Stato nell’istituzione della sovrintendenza.

Hanno, così, deciso di variare contestualmente il piano regolatore generale che prevedeva che la zona di Leopardi fosse a destinazione agricola. La Conferenza la modificava e faceva diventare il quartiere Leopardi zona industriale.
E’ inutile continuare a dire che la nostra è una zona a vocazione turistica, oltre ad essere una zona rossa ad alto rischio sismico, riconosciuta a livello nazionale, dove non si può costruire praticamente più nulla.

La nostra zona è definita a vocazione turistica anche dalla legge 179 del 2002 e dal successivo DM del dicembre del 2004 che fa sì che il “Litorale vesuviano” diventi sito d’interesse nazionale, prevedendo una bonifica di questi territori e non un’istallazione di un depuratore di sostanze liquide tossiche. Laddove occorrerebbe bonificare il Sarno che versa nel nostro mare e fa sì che uno dei litorali più belli del mondo sia anche uno di quelli più inquinati, laddove si dovrebbe intervenire sui vari depuratori civili o industriali del Sarno si è proceduto a realizzare il progetto della WISCO, evidentemente nell’interesse di pochi.

Allo stato attuale, dopo numerose parapiglia burocratiche, questa società è ancora autorizzata a costruire questo depuratore. L’amministrazione di Torre del Greco fornì l’autorizzazione paesaggistica, che è la prima autorizzazione per questo tipo di progetti. L’attuale amministrazione ha, seppur in maniera azzardata, ritirato questa autorizzazione acquisita dalla WISCO e questa ultima è ricorsa al TAR. Il ricorso è stato vinto in prima istanza dalla WISCO che ha tutte le carte in regola per costruire il depuratore.

La condotta delle amministrazioni locali, sia quella di allora , che ha rilasciato l’autorizzazione molto sprovvedutamente, per non dire altro, sia quella attuale che ha ritirato l’autorizzazione bruscamente è quantomeno dubbia. Molti giornalisti locali, come ad esempio il giornale La Torre che ha sostenuto una grande battaglia informativa sul depuratore, e molti legali hanno sostenuto che andava fatta una riesamina della documentazione amministrativa e non andava ritirato in questo modo l’autorizzazione concessa dallo stesso comune.

Ciò ha permesso alla WISCO di chiedere un risarcimento oltre alle spese legali sostenute, che verrà pagato dai cittadini con i soldi pubblici.

Ognuno può tirare le proprie conclusione sulla gestione dei nostri territori.

Per queste grande decisioni, come anche quelle più piccole, che vanno ad incidere sulla nostra vita e su tutta la popolazione, devono essere prese in comunione con la cittadinanza.

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