I soldi degli italiani ai partiti

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#SEL fa la sua prima battaglia di ostruzionismo in aula sul finanziamento pubblico ai partiti. Non c’è limite alla decenza quando ci sono i soldi.
La pseudosinistra parla di democrazia, di privatizzazione della politica e poi non vogliono rispettare il referendum che ha abrogato il finanziamento pubblico ai partiti: lo strumento di democrazia più ampio che conosce il nostro Paese. Se sono maggioranza del Paese facciano l’unica scelta seria, di proporre un nuovo Referendum che reinserisca il finanziamento pubblico ai partiti. Vediamo quanti italiani sono d’accordo. Vediamo se i partiti accettano le democrazia dei cittadini, quella del popolo sovrano e non dei partiti.

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6 thoughts on “I soldi degli italiani ai partiti

  1. “La pseudosinistra parla di democrazia, di privatizzazione della politica e poi non vogliono rispettare il referendum che ha abrogato il finanziamento pubblico ai partiti”

    ci sono due piani che confondi: quello dellwe linee politiche e quello del risultato dei referendum. Io sono contrario al finanziamento pubblico dei partiti e raccolsi le firme per la sua abrogazione. Una parte della sinistra è sempre stata contraria. E’ legittimo. Il fatto che il referendum sia passato non vuol dire che essi debbano cambiare idea o che non abbiano il diritto di continuare a dire di non essere d’accordo e a promuovere la loro idea.

    Non è che ai grillini sia stato chiesto di adeguarsi alle opinioni di quel 75% di italiani che non li ha votati, no? La democrazia funziona così.

    • …..era meglio che dicevi:il 40%che non hanno votato…..perchè, mi pare,anche il pd-l e il pdl hanno quel 75% di italiani che non li hanno VOTATI…..E NON MI SI PARLI DI DEMOCRAZIA…..

    • C’è una bella differenza tra portare avanti un’idea e contraddire un referendum popolare. La loro idea può essere qualunque ma devono comunque rispettare la volontà del popolo fino a quando non passi un altro referendum popolare che scelga di accettare il rimborso ai partiti.

    • La democrazia diretta è un espressione più democratica di quella rappresentativa. La democrazia rappresentativa non può arrogarsi il diritto di annullare atti di democrazia diretta. Ma è quello che fa da decenni in Italia, contrastando i risultati referendari

  2. questa classe politica, 5 stelle a parte, non rispetta assolutamente la volontà popolare, vedi referendum su acqua pubblica, sulle centrali nucleari ecc.., la loro azione politica è volta a fare l’interesse di gruppi economici che non coincidono col Popolo, con la cosiddetta gente comune; quando parlano di interesse nazionale i politici intendono gli interessi dei gruppi economici che loro tutelano, del resto non gliene frega nulla, tant’è vero che difronte agli svariati nuovi poveri, mostrano solo insofferenza e indifferenza

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