M5S: Stop a finanziamento istituti privati

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La nostra proposta, formata di quasi 200 emendamenti, costituisce nel suo insieme una controRiforma Gelmini e prevede un investimento molto più importante, tale da compensare i tagli per quasi 8 miliardi di euro avvenuti durante gli anni di governo Berlusconi. Dal punto di vista dei contenuti, oltre all’abolizione del finanziamento pubblico agli istituti privati, la cancellazione del numero chiuso, per l’anno in corso, per l’ingresso nelle università e lo stop alle distorsioni del fenomeno dei diplomifici, proponiamo l’assunzione di tutto il personale necessario per coprire l’organico di cui il mondo dell’Istruzione ha bisogno. A tale scopo indichiamo due strade percorribili per porre fine alla piaga del precariato: apertura delle graduatorie di reclutamento o concorso per tutti gli insegnanti abilitati e interruzione di tutti i percorsi abilitanti e concorsuali, fino all’assorbimento dell’organico precario esistente.

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24 thoughts on “M5S: Stop a finanziamento istituti privati

  1. E dveono ridare quello che è stato levato alla scuola pubblica!!! Se sono privati lo restino, altrimenti, se chiedono soldi pubblici, vanno nazionalizzati!
    E ‘sti hazzi!

    • Perché invece non prevedere la cosi detta destinazione d’uso delle tasse.
      Equiparare le scuole pubbliche e private.
      Prevedere la possibilità di donazioni da parte dei genitori degli alunni frequentanti le scuole (siano esse pubbliche o private) sotto forma di denaro sul modello dell’ 8 per mille ?
      Queste donazioni andrebbero a credito di imposta in materia di dichiarazione dei redditi.
      Naturalmente questo meccanismo prevede l’abolizione dell’attuale finanziamento pubblico agli Istituti privati.
      I singolo Istituti comunicherebbero, in via elettronica, al Ministero dell’Economia l’importo della donazione(credito di imposta) e colui che ha effettuato la donazione
      Il Ministero avrebbe pieno controllo sulla regolarità delle donazioni e le tasse verrebbero indirizzate a finanziare l’istruzione in maniera efficiente.
      Varrebbe la pena di provare.

  2. Non sono d’accordo. Gli istituti privati sono scuole che hanno un costo inferiore per lo stato rispetto alle scuole pubbliche che sono mal gestite. Infatti queste scuole sono così concorrenziali che riescono a richiedere e a ottenere un contributo ai propri iscritti. Il problema non è il finanziamento ai privati, ma il controllo dell’utilizzo delle risorse sia nel pubblico che nel privato. Chi iscrive i ragazzi nelle private paga le tasse come chi li ha iscritti alla pubblica.

    • le scuole private meno serie (l’80%) sono più concorrenziali perchè si fanno finanziare dallo Stato, dagli iscritti e, cosa fondamentale, non pagano o pagano pochissimo i docenti che ci lavorano (spesso raccomandati), che sono ricattati dal punto mensile che viene riconosciuto dal Provveditorato e che fa scalare le graduatorie dei docenti precari. Ora, se il punto non viene più riconosciuto, a meno che, i docenti, vengono pescati dalla graduatoria del Provveditorato, quale sarà l’effetto? Bene, i docenti non saranno ricattabili e quindi chiederanno il giusto compenso come quello (o quasi) dei loro colleghi pagati dallo Stato, a queste condizioni sul mercato resteranno solo le scuole private più serie poichè hanno capitali sufficienti per pagare il personale scolastico.

    • Perché invece non prevedere la cosi detta destinazione d’uso delle tasse.
      Equiparare le scuole pubbliche e private.
      Prevedere la possibilità di donazioni da parte dei genitori degli alunni frequentanti le scuole (siano esse pubbliche o private) sotto forma di denaro sul modello dell’ 8 per mille ?
      Queste donazioni andrebbero a credito di imposta in materia di dichiarazione dei redditi.
      Naturalmente questo meccanismo prevede l’abolizione dell’attuale finanziamento pubblico agli Istituti privati.
      I singolo Istituti comunicherebbero, in via elettronica, al Ministero dell’Economia l’importo della donazione(credito di imposta) e colui che ha effettuato la donazione
      Il Ministero avrebbe pieno controllo sulla regolarità delle donazioni e le tasse verrebbero indirizzate a finanziare l’istruzione in maniera efficiente.
      Varrebbe la pena di provare.

    • Caro Walter, sono d’accordissimo con te, ma solo se si tratta di Scuole Materne, che svolgono un servizio che lo Stato non potrebbe fare..

  3. Walter, se abbiamo scuole pubbliche alla sfascio, non ha alcun senso dare soldi a quelle private. Si devono prima sistemare quelle pubbliche e solo poi pensare a quelle private che, potendo contare sulle rette, hanno sicuramente MOLTO meno bisogno di essere finanziate.

  4. Se una struttura e` privata non deve ottenere aiuti dallo Stato altrimenti nasce una concorrenza sleale tra lo stesso tipo di strutture non sovvenzionate.
    Gli aiuti di stato italiani sono da sempre un mezzo per ottenere consensi politici e distribuire soldi statali a conoscenti, amici o chi poi restituira`favori di ogni tipo.
    Se tutti i soldi che i contribuenti italiani versano attraverso questi aiuti alle strutture private fossero distribuiti agli italiani stessi, il Paese intero ne beneficierebbe.
    Pensate solo alle enormi cifre che vengono regalate alle banche…se una struttura privata non regge la concorrenza va lasciata morire, scuole private comprese.
    Altro discorso sarebbe quello di un aiuto sotto forma di prestito, un vero prestito che deve essere restituito, senza rinvii o trucchetti vari. Qui lo Stato potrebbe veramente aiutare le strutture private ma il problema e` il nostro Stato che non e` una istituzione seria perche governato da troppo tempo con altri fini, quelli clientelari e affaristici.

  5. Mi piace molto tutto quello che stai facendo ma CONTINUO AD ASPETTARE una risposta sulle nostre GRADUATORIE SACCHEGGIATE dai politucoli locali: con un posto di consigliere comunale d’opposizione (…….) si guadagnano due asterischi e si passa davanti a TUTTI!!! dimenticavo: la metropoli di tale consigliere comunale d’opposizione conta circa 600 abitanti!(……)

  6. Il problema non e’ tanto finanziare degli istituti privati. Ora, non so se questo avviene in Europa, ma in alcuni Paesi, come Francia o Spagna, gli istituti privati sono frequentati da una amplissima fetta di studenti. Il problema vero e’ a chi sono in mano gli istituti privati: e in italia, molto ma molto casualmente, la quasi totalita’ sono in mano a ordini religiosi. Ancora piu’ casualmente, il finanziamento agli istituti privati parti’ dalla lombardia, allora come oggi patria di cl e dell’indagato celeste. Immaginate il potere di indottrinamento (e in questo la Chiesa e’ maestra) che si puo’ avere su un ragazzino di 14 anni o su un bambino, e capite perche’ vogliono finanziare gli istituti privati.

  7. Contrapporre scuole pubbliche a scuole private é una battaglia senza senso, che tra l’altro mostra di avere la vista davvero corta, speravo che il M5S sapesse guardare più lontano. La scuola pubblica é diventata da almeno 25 anni l’unica risposta alla disoccupazione intellettuale e per questo si é concentrata più sui bisogni degli insegnanti che su quelli dei discenti. Da tutte le ricerche OCSE l’efficacia della scuola pubblica italiana é stata dimostrata come inesistente, a seconda delle ricerche si colloca tra il 36imo e il 70esimo posto. Le stesse ricerche hanno dimostrato che la bassa qualità non dipende da una mancanza di finanziamenti ma da quella di metodo da una parte e poi dall’eccesso di insegnanti dall’altra. Sono ttroppi, ed invece di interrogarsi sul perché quasi tutte le forze parlamentari puntano su questa quota di popolazione per blandirla e prendere voti. Vogliamo continuare con questo carrozzone? Vogliamo continuare a permettere l’assunzione di nuovi insegnanti (magari di sostegno) ogni volta che un bambino presenta delle differenze di stile cognitivo? Vogliamo continuare ad accettare il baronato universitario? LO spazio privato, se sottratto alla chiesa può rappresentare la possibilità di organizzare scuole collettive,, montessoriane, steineriane e homeschooling…come superamento della vecchia idea di scuola STatale, che ormai sta perdendo di senso, specie in Italia. Su questo tema della scuola il M5S si sta comportando come le altre forze parlamentari….punta al consenso verso le migliaia di insegnanti anziché ripensare a tutto il sistema istruzione. Peccato.

  8. Nel blog di grillo stanno comparendo esperienze di autogestione ed anche si informa di azioni che in molte parti del mondo nascono dal basso, es. OWS. In Italia stanno lievitando le esperienze di scuole collettive o di cooperative scolastiche che gestiscono l’istruzione, sapete perché? Perché non se ne può più di pomeriggi passati a fare inutili compiti nello stress dei figli e della famiglia intera….non se ne può più di vedere figli che studiano finanche quanti peli nel edere avevano i sumeri e poi non saper neanche utilizzare un metodo per apprendere. La sciola pubblica italiana non insegna nulla o quasi nulla, a fronte di ciò insegna cose inutili…ed una della ragioni é che con proprio con il sistema delle “graduatorie” non si potranno mai formare dei plessi scolastici sperimentali, plessi e scuole che si formano in specifici metodi, perché poi l’anno dopo tutto si scompone. Basta con questa scuola fondata sui bisogni degli insegnanti, se scuola deve essere sia scuola vera, questa che abbiamo umilia la naturale voglia di aporendere dei bambini ed é solo scuola di potere….”portami il diario!!” BASTA.

  9. Bisogna permettere e persino sostenere la nascita di esperienze di autoproduzione di cultura e di scuola esattamente come si vorrebbe fare per quelle di autogestione delle fabbriche e dei sistemi informatici.

  10. togliere soldi agli istituti religiosi non sperimentali e promuovere, finanziandole, esperienze di autogestione…oggi c’é Internet e la cultura non ha più un unico canale. Persino Marx intuì che un giorno, anche grazia alla tecnologia ed alla diffusione del sapere, la scuola così come la si era conosciuta sarebbe stata superata. Finanziare cooperative scolastiche costerà meno che finanziare la scuola statale (dove oltre il 90% delle entrate va agli insegnanti) ed anche le attuali scuole private…siano poi gli allievi e le famiglie a valutare l’efficacia, il metodo che preferiscono e dove frequentare. Se questa é una forma di finanziamento del privato, ben venga, chi se ne fotte. E chiarisco che alle attuali cooperative scolastiche non si iscrivono solo famiglie ricche, anzi. Siamo in un’epoca di transizione e non é possibile che nei confronti della scuola si sia così conservatori….il M5S al momento su questo tema delude davvero molto.

  11. Nota storica: ci sono due visioni del socialismo, quella statalista di origine staliniana e fascista (stato etico e via dicendo), che non caso si assomigliano, e quella della società che si riappropria della sua funzione e rimette in moto l’evoluzione di tutti i sistemi. Il M5S deve scegliere in questo senso anche per la scuola….mi piaceva quando grillo nei comizi diceva “basta avere la vista corta, bisogna guardare lontano”, ecco un’occasione.

  12. —-e lasciatemi dire l’ultima cosa, so di avere esagerato: basta con questi insegnanti che fanno test per catalogare i bambini in iperattivi o disattenti come fossero malattie. Imparino piuttosto ad adattare la didattica alle differenze individuali senza rincorrere gli errori di una certa interessata classe medica (non tutta per fortuna), stiamo rischiando di mandare nelle scuole statali dei figli normali che poi escono catalogati come disabili.

  13. L`Unimarconi, universita telematica, nn usufruisce di finanziamenti pubblici e costa poco di piu` di quella statale. Le altre universita usufruiscono di finanziamenti e guarda caso sono di proprieta“ della chiesa o di politici. Esempio a Lecce un istituto famoso di suore, chiede 500 eruro al mese di retta usufruisce di finanziamenti e nn paga tasse e gli insegnanti so sub precari a 500 euro al mese senza contributi….

  14. Perché invece non prevedere la cosi detta destinazione d’uso delle tasse.
    Consentire l’equiparazione delle scuole pubbliche e private.
    Prevedere la possibilità di donazioni da parte dei genitori degli alunni frequentanti le scuole (siano esse pubbliche o private) sotto forma di denaro sul modello dell’ 8 per mille ?
    Queste donazioni andrebbero a credito di imposta in materia di dichiarazione dei redditi.
    Naturalmente questo meccanismo prevede l’abolizione dell’attuale finanziamento pubblico agli Istituti privati.
    I singolo Istituti comunicherebbero, in via elettronica, al Ministero dell’Economia l’importo della donazione(credito di imposta) e colui che ha effettuato la donazione
    Il Ministero avrebbe pieno controllo sulla regolarità delle donazioni e le tasse verrebbero indirizzate a finanziare l’istruzione in maniera efficiente.

  15. E’ allucinante finanziamo le scuole dei ricchi dove vanno bambini ricchi, le scuole pubbliche cadono a pezzi, se le paghino da loro, sono o non sono ricchi, cazzo.

  16. E’ vero che non sono i fattori quantitativi a dedurre la qualità dell’istruzione, ma avere la possibilità di investire piuttosto che altro, mi pare più vantaggioso non vi pare! Il primo aspetto che mi pare obbligatorio è quello di una oculata osservazione per cui propongo di svolgere un’indagine economico/comparativa a carattere analitico di quanto sia stato investito negli ultimi trent’anni nella scuola privata e in quella pubblica. Ancora. Per meglio capire il nostro contesto europeo, perché non deduciamo una comparazione con altri paesi della Comunità come Germania, Austria, Francia e Belgio?

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