La cultura dei padrini che suonano sempre la stessa musica

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L’industria musicale e culturale non è mai stata una priorità per questo Paese, considerata come un vezzo di troppo. Eppure sarebbe un settore con una crescita infinità, con scarti e rifiuti prossimi allo zero e con una densa capacità occupazionale. Per rilanciare il settore, però bisogna investire risolvendo dapprima gli attuali squilibri di risorse tra regioni e città italiane.

Dalla tabella si evince come in alcune città importanti e in alcune regioni non ci siano orchestre musicali aldilà di quelle delle fondazioni lirico-sinfoniche finanziate dal Ministero dei Beni Culturali. Se non si dà a più soggetti nella stessa regione la possibilità di competere artisticamente si rischia di abbassare la qualità della musica italiana prodotta.

In questo quadro si regalano senza criteri un milione di euro ad un orchestra che non esiste nel teatro San Carlo, ulteriore dimostrazione che la strada tortuosa dei soldi pubblici soprattutto nel campo culturale seguono piste tracciate da padrini politici e non dal bene comune

Cercherò di sollevare questi temi con le seguenti interrogazioni a Franceschini

Interrogazione 1
Interrogazione 2

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