Banda 700 e le rendite di posizione del compagno Berlusconi

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Se il Patto del Nazareno contiene anche la difesa delle reti televisive Mediaset, controllata dalla holding Fininvest, proprietà della famiglia Berlusconi, il cui Silvio è un noto pregiudicato, lo scopriremo presto dopo il Primo Novembre quando sarà formata la nuova commissione Europea.

Renzi avrà modo di segnalare a Jean-Claude Juncker i suoi uomini e questi ultimi dovranno prendere una posizione sulla cosiddetta BANDA 700 attualmente occupata dalle televisioni e che nel 2015 devono dare spazio alla rete mobile e alle connessioni ad internet con tablet e smartphone, secondo la conferenza mondiale delle Radiocomunicazioni.

Ora il rapporto del gruppo guidato da Pascal Lamy ex direttore generale del WTO (ennesima organizzazione sulla quale il cittadino non ha alcun controllo, che con il suo manipolo di burocrati detta, con il concorso delle lobby e delle multinazionali, le regole del commercio mondiale decretando la morte o la vita di stati e settori di produzione) consegna un rapporto alla commissione EU in scadenza dicendo che è tutto da rinviare con il suo piano 2020-2025-2030 prevedendo anche risarcimenti alle TV Digitali.

L’ultima parola spetta alla prossima Commissione Europea e ai suoi membri (anche quelli di emanazione Renzi) che dovranno decidere se ancora una volta affossare un settore in forte sviluppo e con capacità di innovare l’economia e la società anche in termini di accesso alle informazioni o difendere le rendite di posizione della TV generalista e del suo amico Berlusconi.

Questo è solo un altro esempio concreto che dimostra come i politici di centrosinistra e centrodestra sono il vero TAPPO allo sviluppo italiano e delle altre nazioni europee, sono la vera causa di un AUSTERITHY che si abbatte sull’Europa dove ogni innovazione ogni cambio di paradigma viene soffocato nella culla.

Limitare la flessibilità d’Europa sulla possibile coesistenza di servizi di trasmissione mobile e tv digitali fino a 2030 significa scoraggiare gli investimenti nelle reti di telefonia mobile, e quindi le prospettive di crescita e di lavoro economiche dell’Europa, ma soprattutto lo sviluppo della TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE indicata dal premio Nobel Rifkin. Ma ciò che è più probabile si metterebbe l’Europa in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altre regioni come l’Africa e il Medio Oriente.

La crescente diffusione dei dispositivi mobile potrebbe in futuro avere ripercussioni sulla disponibilità di banda per le connessioni wireless ad alta velocità. Un limite all’informazione, alla pluralità che a chiacchiere quelli del PD difendono a spada tratta solo quando c’è da opporsi all’abolizione dei finanaziamenti pubblici ai giornali o difendere uomini del loro apparato nel sistema mediatico.

Presto scopriremo se l’ennesimo slogan di Renzi “Un’Europa Digitale” non nasconda il velato patto con il compagno Berlusconi di difendere le “TV digitali” a scapito della “Rivoluzione Digitale” necessaria per ribaltare i paradigmi dell’economia globale.

La strada che il M5S vuole intraprendere è ben definita:

“Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano”

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