Tutta la forza della legalità a Torre Annunziata sarà garantita da Alfano ?

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Al Ministro dell’interno Angelino Alfano
Per sapere – premesso che:

il comune di Torre Annunziata è stato di recente oggetto di attività ispettiva da parte della prefettura di Napoli che, a seguito di quanto verificato dal viceprefetto Raffaele Sirico, ha individuato una serie di criticità sull’andamento dell’amministrazione locale che, a quanto riferiscono taluni organi di stampa locale, sarebbero di estrema gravità e per risolvere le quali sarebbe stato demandato al sindaco il compito di intervenire in modo risolutivo entro un termine determinato;

è difatti, a fronte della riservatezza di cui sono connotate le prescrizioni formulate, dalla prefettura all’amministrazione torrese, anche di recente il giornale MetropolisWeb nell’articolo datato 19 giugno 2014 «Torre Annunziata, torna l’incubo dello scioglimento del consiglio», ha potuto dar conto con dovizia di particolari e dettagli di tutte le gravissime irregolarità che il sindaco dovrebbe celermente risolvere per non incorrere nello scioglimento e sospensione del consiglio comunale, prescritto dall’articolo 141, lettera a) del testo unico di qui al decreto legislativo 267 del 2000, che sanziona gli atti perpetrati dalle amministrazioni locali contrari alla Costituzione, le gravi e persistenti violazioni di legge, nonché i gravi motivi di ordine pubblico;

nello specifico, il richiamato organo di stampa ha potuto specificare che le prescrizioni prefettizie sarebbero contenute in due liste separate delle quali una prima indirizzata in maniera «riservata» al Sindaco e la seconda da notificare anche ai consiglieri comunali, con specifici appunti rubricati dal numero uno al numero sette-bis;

alla base dei gravi rilievi formulati dalla prefettura ci sarebbero la necessità di procedere ad un’attenta analisi della posizione dei dipendenti condannati nell’ambito del procedimento in relazione agli episodi di assenteismo; la necessità di garantire l’amministrazione comunale da condizionamenti esterni con conseguente compromissione del funzionamento dei servizi in ragione di collegamenti tra alcuni dipendenti e la criminalità locale; la necessità di regolarizzare i servizi cimiteriali che allo stato risulterebbero di fatto monopolizzati da talune ditte, con incidenza sulla regolarità degli appalti della gestione dei servizi ed anomalo e disinvolto ricorso al sistema del subappalto. Gravi criticità 4 presenterebbero anche talune concessioni demaniali, tanto che si richiederebbero interventi su diversi procedimenti e provvedimenti sottesi all’emanazione delle stesse; parimenti irregolari sarebbero risultate diverse autorizzazioni rilasciate a determinati esercizi commerciali e pubblici;

altre problematiche che dovrebbero essere connotate da «massima riservatezza» sarebbero inerenti all’abbattimento di taluni abusi edilizi di particolare gravità;

nel complesso, ciò che emergerebbe anche in quest’ultima vicenda che interessa il comune di Torre Annunziata è una situazione di diffusa e radicata illegalità nella gestione amministrativa locale a cui non solo non si pone argine efficace, ma nei confronti della quale ci si approccia in maniera tanto superficiale da essere incapaci sin’anche di preservare la doverosa riservatezza su questioni tanto gravi;

peraltro, questa vicenda si assomma ad una serie di eventi inquietanti che hanno interessato negli ultimi tempi il comune vesuviano che ha visto la rimozione dal suo incarico, nel luglio 2011, del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ingegnere Corrado Orrico, che ha denunciato alla procura della Repubblica di Torre Annunziata gravi episodi di sprechi di risorse pubbliche e interferenze continue ed anomale nella gestione dei lavori pubblici da parte di politici locali;

ancora, già in occasione delle elezioni amministrative del 2012 vennero formulati esposti per denunciare reiterate irregolarità presso i seggi elettorali sulle quali, a quanto è dato sapere, sarebbero ancora in corso indagini da parte della procura competente, che vedrebbero coinvolti esponenti di un clan camorristico locale;

infine, diffusa perplessità ha suscitato nell’opinione pubblica locale la vicenda del sostituto commissario Antonio Troiano in servizio presso il commissariato di polizia di Torre Annunziata che, dopo un’intensa attività investigativa spesa per fare luce su talune delle predette inquietanti vicende, risulterebbe destinatario di un sorprendente provvedimento di sollevamento dall’incarico e trasferito ad altra sede con incarichi non equivalenti –:

se, alla luce dei fatti esposti in, premessa, il Ministro interrogato non ritenga che sussistano presupposti per lo scioglimento immediato del comune di Torre Annunziata la causa della «fuga di notizie» sulle prescrizioni formulate in «via riservata» dalla commissione d’accesso prefettizia che ha vagliato l’attività amministrativa degli ultimi anni del comune, assumendo a contempo le iniziative indispensabili per potenziare invece di ridurre gli operatori delle forze dell’ordine per colpire tutti i gravi condizionamenti dell’amministrazione locale e, quelle limitrofe. (5-03143)

Luigi Gallo, Riccardo fraccaro, Riccardo Nuti, Lombardi Roberta, D’Ambrosio Giuseppe, Colletti Andrea, Micillo Salvatore, Colonnese Vega, Carlo Sibilia

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