Digitalizzazione, micromecenatismo, partecipazione dei cittadini nella legge del #M5S per la cultura

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Nel 2013 il 27,5% del settore edilizio si è dedicato alla ristrutturazione e manutenzione del patrimonio culturale;
– nel Regno Unito negli ultimi 10 anni per ogni singola sterlina investita nella cultura sono ritornati sul territorio fino a 1,60 sterline di attività economiche supplementari;
– il 27% dei viaggiatori dell’Ue afferma che il patrimonio culturale è un fattore essenziale nella scelta di una destinazione.

E in Italia? Qui si investe in cultura e turismo soltanto per bocca dei politicanti esperti in retorica. “Potremmo vivere solo di quello !!” Lo gridano tutti e soprattutto i politici in cerca di consensi nel settore. Poi arriva il #M5S e trasforma una proposta semplice in legge ed in un sol colpo: sburocratizza i processi per finanziare i propri beni culturali, coinvolge le piccole e medie imprese del territorio, collocando la cultura al centro di un nuovo modello di sviluppo. Come?

Con la creazione di un portale ministeriale che garantirà i principi di trasparenza e partecipazione per mappare, controllare e gestire i fondi per ogni bene culturale, nonché fornire informazioni turistiche sullo stesso bene. Con un click ogni cittadino, ogni piccola impresa, potrà comodamente da casa adottare un monumento. Si chiama crowdfunding.

Tutto con 2 emendamenti approvati a prima firma Gallo e Battelli al Decreto ArtBonus del Ministro Franceschini, che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici.

Che questa sia la strada giusta lo afferma anche Confcultura, che segnala come in Italia è meglio puntare sul micro mecenatismo, modelli di governance più partecipativi, incoraggiando la modernizzazione del settore e, tramite la digitalizzazione, il coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto in linea con i programmi Europa creativa ed Orizzonte 2020

In attesa che il Ministro Franceschini vari il portale voluto dal #M5S e previsto per legge, RestArt Campania e altre esperienze simili, continuano ad avere l’obiettivo di rilanciare il patrimonio storico, artistico e culturale campano, attraverso la partecipazione di cittadini ed associazioni, che con i loro video-denuncia consentiranno una mappatura delle strutture storico-artistiche e delle zone paesaggistiche del territorio campano che versano in stato di abbandono.

Noi porteremo sul tavolo del Ministro Franceschini le strutture culturali minori della Campania segnalati dai cittadini per essere inseriti nel portale nazionale dei beni culturali sul sito del Mibact. E’ la nostra rivoluzione dal basso a cui puoi partecipare anche tu.

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