Mai più precari nella scuola! L’Europa smonta il Sistema Italia

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E’ arrivata una sentenza storica: oggi la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per la precarizzazione di massa del personale scolastico.

In Italia esistono insegnanti precari di 50 anni, che lavorano da decenni con contratti a termine, cambiando scuola e allievi ogni anno. Eterni supplenti, discriminati economicamente rispetto ai colleghi a tempo indeterminato: niente scatti di anzianità, niente ferie e nessun permesso retribuito. Quanti sono? Oltre 300.000. E alla loro instabilità lavorativa e psicologica si somma quella degli alunni costretti a cambiare continuamente insegnanti.

E’ uno Stato fuorilegge quello che sfrutta i suoi dipendenti immolando i loro diritti sull’altare dei tagli lineari. E da oggi anche l’Europa lo sancisce.

Da quando è in Parlamento, il M5S lotta per vedere riconosciuti i diritti dei docenti e del personale ATA e insieme a loro, dopo un percorso partecipato e condiviso, ha elaborato la sua proposta di legge per risolvere definitivamente il problema del precariato.

Dall’anno prossimo fino al 2020 prevediamo un piano quinquennale di assunzione dei cosiddetti “precari storici” e successivamente di tutti i docenti già abilitati dallo Stato ma ignorati da Renzi con doppio canale: graduatorie e concorsi. Per realizzarlo vogliamo accelerare il turnover e diminuire il numero di alunni per classe, ponendo fine al vergognoso fenomeno delle classi pollaio.

A partire dal 2020, prevediamo un sistema di formazione e reclutamento docenti completamente nuovo e che non ricrei più il caos attuale: un concorso nazionale aperto a tutti i laureati darà accesso ad un anno di tirocinio retribuito.

Questa è una novità assoluta in Italia: il segnale concreto, al di là dei tweet e degli slogan, del rispetto della funzione del corpo docente. A questo seguirà l’immediata immissione in ruolo, pena una multa per lo stato ed un risarcimento per il docente. Il diritto europeo sta dalla parte dei docenti e il M5S sta dalla parte del diritto. Il Governo da che parte sta?

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