UN CASO “INCALZA” NEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI?

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UN CASO “INCALZA” NEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI?

2 settimana fa i finanzieri di Napoli, a conclusione di un’inchiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti hanno eseguito un sequestro di beni per quasi 6 milioni di euro nei confronti dell’ex commissario delegato per l’emergenza degli scavi archeologici di Pompei, Marcello Fiori, attuale coordinatore nazionale dei club “Forza Silvio”. Insieme a Fiori, sono stati indagati nove tra dirigenti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nonché della Regione Campania.
Al ministro Franceschini abbiamo chiesto di sospendere i dirigenti del Mibact coinvolti nella vicenda Giuseppe Proietti, amministratore unico di Ales Spa, e Salvatore Nastasi, direttore generale per lo Spettacolo dal vivo del Mibact . Non vorremmo che il ministro si trovi poi in un altro caso “Incalza” e sia poi costretto a dimettersi lui.

CHI E’ GIUSEPPE PROIETTI ?
Già potentissimo Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oggi oltre a essere sindaco della città di Tivoli è anche amministratore unico di Ales Spa, Società “Arte, Lavoro e Servizi di cui il Mibact è azionista unico. Ales spa è oggi presieduta dal prof. Giuseppe Proietti, dirigente e Segretario generale in quiescenza del Mibact, nonché sindaco del Comune di Tivoli (prov. Roma). La nomina attuale è stata fatta statutariamente nel mese di aprile 2014 dalla dr.ssa Anna Maria Buzzi, sorella di Salvatore Buzzi, il presidente della potentissima cooperativa “29 giugno” finito in carcere per l’inchiesta di Mafia Capitale e Direttore generale per la valorizzazione del Patrimonio culturale, in rappresentanza del MIBACT, ed è stata rinnovata per altri tre anni nonostante proprio in quei mesi fosse in fase di approvazione il DL 90/2014 (entrato in vigore nel mese di giugno) che all’art. 6 prevede il divieto di attribuzione di cariche o incarichi a soggetti collocati in quiescenza. Dal curriculum vitae presente sul sito di Ales si fa anche riferimento a diversi progetti di restauro realizzati tra l’Italia ed altri paesi (IRAQ, Cina, Cambogia, India, Iran, Israele, ecc) ancora in corso d’esecuzione e di cui risulta essere responsabile di progetto. Nell’auspicare che tali progetti si siano in realtà conclusi bisognerebbe capire se ci sono gli estremi dell’incompatibilità della carica.

ALES E LA GIOSTRA DEI LAVORATORI

ALES è una società in house costituita al fine di dare occupazione ai lavoratori socialmente utili di alcune società dismesse nelle regioni Lazio e Campania.
Il ministero in molti casi non ricorrere al mercato per procurarsi (mediante appalti) i lavori, i servizi e le forniture ad essa necessaria, ma si affida ad Ales.Già nel 2011 in una lettera della Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche coordinamento nazionale (FLP), si denunciava che Ales spa continuava a modificare e variare i contingenti del personale nelle varie sedi periferiche del Ministero eludendo il confronto con i soggetti istituzionali individuati dal Segretario Generale ed in particolar modo con le direzioni regionali interessate e la Direzione generale per la valorizzazione che, in detta circostanza, sembravano essere venute meno al proprio compito di monitoraggio e coordinamento di tale attività. Si evince, dunque, da quanto detto, l’inadeguatezza delle linee operative del managment della società che nel 2011 appariva guidato da una logica di altra natura e privo di una reale valutazione di impatto delle attività ad essa affidate, non inserendo nell’organico della società i lavoratori socialmente utili che vedevano così «calpestati» i propri diritti.

Ales spa ancora oggi non sembra avere risolto e abbandonato questa logica e assegna incarichi di consulenze esterne e che potrebbero essere la causa dell’aumento a dismisura dei costi di tale società. Infatti, nella nota integrativa dell’anno 2012, sottoscritta dall’amministratore unico della società Ales, professore Giuseppe Proietti, si evince e si sottolinea la presenza di una perdita fiscale residua di 1.330.605 di euro, nonostante un utile di esercizio di 462.503 di euro;

Ho chiesto a Franceschini in una interrogazione, senza ancora avere risposta, in che modo il MIBACT intenda intervenire nel garantire la trasparenza e la prevenzione della corruzione di cui alla legge n. 190 del 2012 e suoi decreti delegati (decreto legislativo n. 33 del 2013 e decreto legislativo n. 39 del 2013) con particolare riferimento ad autorizzazioni e concessioni, alla scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, alla concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzioni di vantaggi economici ad enti, ai concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale e progressioni di carriera.

WHERE IS TRASPARENZA?

Tra l’altro sul sito web di Ales non appare attivata conformemente la sezione “Amministrazione Trasparente” dalla quale poter evincere, ad esempio, il personale impiegato e il numero dei dirigenti o gli incarichi o le cariche dell’Amministratore unico e la sua assenza di cause di inconferibilità o di incompatibilità. Non si tratta di un dettaglio, dal momento che secondo quanto previsto dall’Anac gli obblighi, anche in trasparenza, sono estesi anche alle società partecipate delle pubbliche amministrazioni e alle loro controllate. Per cui, non adeguandosi, Ales non rispetta la legge.
Tuttavia dopo l’interrogazione parlamentare si è rilevato che la sezione amministrazione trasparente è stata attivata seppure ancora in maniera non ancora soddisfacente.
Per capire se Ales persegua il mantenimento in buono stato del patrimonio storico-artistico e non sia una giostra per parcheggiare lavoro, se non peggio, abbiamo chiesto a Franceschini quanti sono i dipendenti di Ales appartenenti o appartenuti alla categoria di LSU in percentuale rispetto al personale complessivo della società e se esista un monitoraggio sui costi delle consulenze esterne e sul personale assunto per le consulenze, ma non abbiamo avuto ancora risposta.

POMPEI ULTIMO GIRO DI GIOSTRA
L’ultimo giro di giostra sembra essere avvenuto negli Scavi di Pompei dove Ales – Arte Lavoro e Servizi spa (società in house del Ministero per i beni e le attività culturali) ha indetto il 25 giugno 2014 un concorso per selezionare 30 addetti per l’assistenza al pubblico e la vigilanza. Le candidature dovevano pervenire entro il 9 luglio 2014 ma ad agosto, secondo la relazione del Direttore Generale Nistri del Grande Progetto Pompei ALES fa uso di un agenzia interinale per assumere il personale che secondo le dichiarazione di Nistri ha lavorato da agosto fino a poche settimane fa quando dovrebbero essere entrate in servizio le persone selezionate dal bando pubblico.

Eppure Ales – Arte Lavoro e Servizi spa, ha già precedentemente offerto tale servizio per gli scavi di Pompei e quindi dovrebbe avere al suo interno già personale qualificato ed esperto e diverse persone che hanno partecipato alla selezione pubblica mi hanno segnalato di non essere mai stati contattati per alcun colloquio o test. Perchè creare elenchi di giovani tirocinanti e precari? A chi beneficia la giostra di turn-over di lavoratori nella tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale?

LETTERA ALL’ANTICORRUZIONE CANTONE
Per tutti gli aspetti di competenza scriveremo a Cantone e in particolare sul versante della vigilanza dei contratti pubblici si segnala l’anomalia di questa società in house providing, che partecipata al 100% dal Mibact di fatto svolge attività di acquisizione di beni e servizi ricorrendo sistematicamente ad affidamenti diretti. A titolo di esempio si evidenzia che in data 17/02/2015 sono state fatti contestualmente circa 7 affidamenti diretti per la somministrazione di lavoro temporaneo ciascuno per il valore di € 39.000,00, con un frazionamento del valore dell’appalto, così da non ricorrere a procedure ad evidenza pubblica, e nonostante sul sito siano permanentemente pubblicate selezioni di personale dalla dubbia evidenza pubblica (in tutte le sue fasi) in ossequio ai principi del d. lgs 165/2011, ancorché non si tratti di rapporto di pubblico impiego.

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5 thoughts on “UN CASO “INCALZA” NEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI?

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  2. Società strana l’ales spa, ci sono stata a lavorare per qualche mese e ho percepito disorganizzazione, poca trasparenza, persone al vertice poco affidabili. Il bello che ti dicono che è come stare in un ente pubblico anche se è privata, in effetti davano buoni pasto da 7 euro e cinquanta (mai visti, ero abituata ai buoni pasto di 5 euro, che solitamente danno le società private vere, quelle che pagano le tasse e non sono finanziate con i nostri soldi di noi poveri mortali che a stento riusciamo a tirare avanti con un negozio e se ti scappa qualcosina subito ti arriva il recupero crediti) In effetti se fossi al governo la chiuderei perchè lavorandoci dentro si percepisce che è una società che spreca denaro, gestendo un negozio so bene che una società privata stà molto più attenta nel gestire le risorse che ha. Penso che una societa partecipata come ALES dovrebbe essere lecità solo temporaneamente (1 o 2 anni al massimo) il tempo per seguire la normativa sugli appalti e risolvere eventuali intoppi, ma non di più. invece Ales non so’ da quanti anni esiste.Siamo proprio in Italia dove FANNO QUELLO CHE VOGLIONO CON I SOLDI DI NOI POVERI CONTRIBUENTI. VEDIAMO SE RENZI VERAMENTE RIDUCE STI SPRECHI

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