Premio Di Vagno? Basta con i soldi a pioggia e senza criteri oggettivi

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“La memoria del primo parlamentare italiano vittima del fascismo meriterebbe un trattamento migliore. Il M5S contesta metodi di assegnazione dei fondi alla cultura che non rispettano alcun criterio meritocratico, ma rispondono piuttosto a logiche che favoriscono i potentati politici locali”.

In aula ho detto che ciò che conta per il Pd non è l’efficienza di enti, fondazioni o associazioni. Piuttosto pesano le amicizie con il ras politico di turno. Sul Premio Di Vagno, ad esempio, si allunga l’ombra di Gianvito Mastroleo presidente della Fondazione, ma anche del Psi regionale in Puglia, che è stato prescritto in Cassazione per corruzione dopo essere stato condannato in primo e secondo grado.

“E’ da più di un anno che su ogni atto spieghiamo al ministero dei Beni culturali che questo sistema di soldi a pioggia sul settore della cultura non è più accettabile. Diciamo, dunque, no a una legge che, dietro lo scudo della memoria di un nobile personaggio, istituisce l’ennesimo assegno alla fondazione amica, che non sappiamo se sia più meritevole di altre perché non esistono criteri oggettivi di ripartizioni delle risorse. Il rischio è che si gestisca il danaro pubblico soltanto per rafforzare il proprio controllo sul territorio”.

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