Con questa riforma della scuola fai carriera solo se sei iscritto al PD

Onorevoli del Movimento 5Stelle alla manifestazione contro il DDL del governo Renzi a Montecitorio 19 maggio 2015 a Roma ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Onorevoli del Movimento 5Stelle alla manifestazione contro il DDL – ANSA

Il ministro dell’Istruzione può utilizzare tutto il burocratese e le belle parole che vuole, ma per noi quello della ex deputata del Pd Rosa De Pasquale rimane un classico caso di riciclati della politica.

Ho presentato al governo un question time con il quale è stato chiesto al Miur di rimuovere Rosa De Pasquale dall’incarico di Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del Ministero.

Tra l’altro si tratta proprio del Dipartimento che, con l’ormai prossima approvazione del Ddl Istruzione, avrà tra i suoi compiti anche quello di supervisionare l’operato dei dirigenti scolastici. Si viene così a realizzare quel progetto che contrastiamo alla radice: il controllo diretto della politica sul mondo della scuola, che rischia di essere trasformata in un grande bacino clientelare.

Renzi aveva già provato a piazzare la De Pasquale, affidandole nel settembre scorso l’incarico di  capo dell’ufficio scolastico regionale della Toscana, salvo riceve lo stop dalla Corte dei Conti dal momento che De Pasquale  non possedeva, tra l’altro, i requisiti di particolare e comprovata qualificazione professionale, né un’indispensabile esperienza precedentemente maturata.

Fallito il primo tentativo, la ‘falange toscana’ del Pd fa rientrare dalla finestra la sua ex deputata, affidandole il nuovo incarico, dietro suggerimento del Miur, con una decisione presa in Consiglio dei Ministri.

Il ministro Giannini ha difeso questa decisione con pezze d’appoggio veramente risicate. Ha dichiarato che questo incarico appartiene alla tipologia del conferimento fiduciario ‘intuito personae’, confermando ‘la comprovata competenza tecnica’ della De Pasquale.

In pratica, ci dobbiamo fidare del giudizio del ministro. Non c’è che dire, il Pd ha della meritocrazia una concezione tutta personale, che prevede il possesso della la tessera di partito per accedere a una posizione.

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