Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge!

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‪#‎SfidaAMattarella‬

Può il Presidente della Repubblica perdere la faccia di fronte agli attacchi dei principi costituzionali di uguaglianza? Può il garante della Costituzione firmare una legge che sicuramente perderà pezzi a causa dei numerosi ricorsi che l’attende considerata le discriminazioni che promulgherà nel Paese? Può un ex Ministro della Pubblica Istruzione, un ex-giudice Costituzionale sporcarsi le mani firmando la legge sulla Scuola scritta e votata solo dal PD?

Il governo non ha ascoltato gli insegnanti, non ha ascoltato gli studenti, non ha ascoltato le loro famiglie. Ha giocato con i più deboli, come i docenti precari, e ha ricattato le forze di opposizione in Parlamento, private di ogni possibilità di lavorare e imbavagliate dall’ennesimo voto di fiducia. Ma il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale e non il PD.

Ora il Paese si ritrova con una riforma che uccide la scuola pubblica italiana.

Lo fa trasformando il preside in un manager che si sceglierà direttamente gli insegnanti, con tutte le pressioni e i condizionamenti che ne conseguono, e il rischio clientelismo sempre dietro l’angolo.

Con l’ingresso dei finanziatori privati (school bonus) ci saranno scuole che potranno contare su maggiori finanziamenti e altre sempre più penalizzate, scuole di serie A e scuole di serie B, discriminazioni e disuguaglianze, con buona pace dei princìpi fondamentali su cui si basa il nostro Stato e la nostra Costituzione.

Con questa riforma il governo lascia morire le scuole pubbliche statali, ma ingrassa quelle private paritarie stanziando circa 182 milioni in sgravi fiscali e 51 milioni di credito d’imposta. Si creano docenti di serie A e di serie B, violando palesemente l’art.3 della Carta Costituzionale.

Delle 100 mila assunzioni sbandierate dal governo, più della metà sono virtuali, cioè con decorrenza giuridica dall’anno scolastico, ma cattedre e stipendio rinviate a data da destinarsi.

Fino ad oggi il M5S è sceso in piazza con il Popolo. Ora vediamo il Capo dello Stato da che parte sta.

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