L’ULTIMO TRUCCHETTO DELLA CASTA

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L’ULTIMO TRUCCHETTO DELLA CASTA PER FINANZIARE LE FONDAZIONI POLITICHE.

La cultura per il PD e tutti gli altri partiti è sempre stata questa: finanziare gli amici e se stessi. Lo chiarisce bene il video PIRATA della COMMISSIONE BILANCIO durante la legge di stabilità del 2013, quali leggi hanno approvato sulla cultura prima che arrivasse il M5S a vigilare e far saltare il banco. Ma intanto la stratificazione delle norme che stanziano soldi a pioggia ai politici e i loro amici esiste e nulla è stato fatto in questi 2 anni di legislatura nonostante le nostre vive proteste, anche sull’ultima legge che stanzia nuovi soldi alla Fondazione di Vagno presieduta dal Presidente dei Socialisti pugliesi.

Teatri e musei, esperienze culturali notevoli possono morire per i Partiti del Voto di Scambio. Al Ministero dei Beni culturali prima c’è da finanziare le Fondazioni di area politica. E l’ultimo trucchetto per dare soldi a tutti è l’invenzione di 11 fasce di merito. Così non resta a bocca asciutta nessuno. Il Ministero butta risorse creando 11 fasce di merito per distribuire 5,6 milioni alle solite fondazioni politiche. La documentazione che il M5S ha richiesto è pervenuta in Commissione cultura alla Camera e sconcertante e dimostra che il ministero assegna la sufficienza, il buono, l’ottimo perché ritiene l’attività delle fondazioni sufficienti, buone ed ottime senza ulteriori specificazioni, ne documentazione da visionare sull’operato. Una pantomima che rende ridicolo il ministero dei beni culturali e spiega perché tante realtà culturali veramente prestigiose in Italia restano nel buio e senza finanziamenti.

ROVINATEVI PURE IL FEGATO CON QUESTO ELENCO


Nella categoria “più the ottimo”, e quindi meritevoli di un contributo annuo di 140 mila euro, c’è per esempio la fondazione Lelio e Lisli Basso presieduta dall’ex parlamentare europea dei DS Elena Paciotti, con consiglieri di amministrazione di area PD come Fabrizio Barca a Walter Tocci.

Nella categoria “più che discreto’, per 30 mila euro annui, spunta la fondazione Craxi, presieduta dalle ex deputata di FI Stefania Craxi, già sottosegretario agli Esteri nel governo Berlusconi IV.

Affollata la categoria “discreto”, che dà diritto a 25 mila euro all’anno. Qui troviamo la fondazione De Gasperi, guidata dal ministro dell’interno Angelino Alfano,

La fondazione Donat-Cattin, nel cui Cda siedono il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino (Pd) e il già segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando.

Nella casella “discreto”, peraltro, c’è pure la fondazione Corriere della Sera, che proprio politica non è. Però vien lo stesso da chiedersi perchè succhi 25 mila euro di soldi pubblici all’anno, visto che il gruppo editoriale del Corrierone vanti azionisti che vanno dagli Agnelli a Diego Della Valle, passando pei Mediobanca. C’è proprio bisogno di attaccarsi alla mammella dello Stato?

Alla fondazione Magna Carta, presieduta dall’NCD Gaetano Quagliariello, che è riuscita a infilarsi nella categoria “sufficiente’, con ciò strappando 15 mila euro. Era proprio necessario, visto che la Magna Carta ha tra i sui fondatori società come Erg e Mediaset?

La fondazione Ansaldo, che intasca 15 mila euro l’anno nonostante sia stata creata da Finmeccanica e venga finanziata da società del gruppo come Selex.

Nonostante questo scandalo la maggioranza della Commissione Cultura, ad agosto, ha votato favorevolmente sotto le proteste del M5S. Solo se mandiamo a casa questi partiti l’Italia potrà vivere un nuovo Rinascimento.

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